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Fis-Emergency
Bologna, il 1 ottobre...
L'identità dell'operatore
PROPOSTA DI TESTO UNIFICATO DEL 1° SIMPOSIO FIS DEL 13 DICEMBRE 2000 E APPROVATO ALL'UNANIMITA' DALL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 10/11/01
A CURA DEL DIRETTIVO CON LA COLLABORAZIONE DELLA ASSEMBLEA DEI SOCI ELETTI A CARICHE FIS
Parte A: Premessa sulla salute e prevenzione
Oggi, alla luce di nuove conoscenze non solo mediche ma anche socioculturali, il concetto di salute si è ampliato e coinvolge ambiti più globali e importanti della vita dell’individuo, che non si riferiscono meramente alla sopravvivenza fisica o all'assenza di malattia, ma anche agli aspetti psicologici, mentali e spirituali. Vengono, così, prese in considerazione le condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale e, insomma, tutto ciò che, in qualche modo, interagisce in senso positivo o negativo con la sua esistenza.
La stessa O.M.S. Organizzazione Mondiale della Sanità (la cui denominazione letterale dovrebbe essere "Organizzazione Mondiale della Salute", poiché proprio di salute in senso ampio si occupa e non solo di sanità ) si fa assertrice sin dal 1946 di questa ampiezza della connotazione del concetto di salute quando dichiara: "la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità " e chiede ai governi di adoperarsi responsabilmente, attraverso un programma di educazione sanitaria, per la promozione di uno stile di vita consono allo sviluppo di condizioni pratiche in grado di garantire ai cittadini un alto livello di salute.
A questi principi aggiungiamo anche quanto affermato nella "Carta di Ottawa" (redatta nel 1986 durante la prima "Conferenza internazionale per la promozione della salute") e precisamente che: "grazie ad un buon livello di salute l’individuo e il gruppo devono essere in grado di identificare e sviluppare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente e di adattarvisi". Si indica così nella salute qualcosa che, espandendosi oltre i confini del soggetto che ne gode, diventa un mezzo propulsore di ulteriori positivi interventi, adattamenti e modificazioni nel proprio ambiente. Nello stesso tempo la capacità di adattamento all’ambiente viene considerata un elemento indicatore di un buono stato di salute.
Ricordiamo, a questo proposito, l'interpretazione del termine "salute" data dall'igienista Vanini che sintetizza armonicamente tali concetti: "La salute è la capacità per gli individui e la collettività di perseguire il massimo del benessere fisico, psichico e sociale nell’adattamento ad un ambiente endogeno naturalmente prodotto. Essa è altresì la possibilità di esplicare pienamente tale capacità e di garantire l’accettabilità individuale e sociale per tale processo nel suo complesso".
Questa definizione pone l’accento su due aspetti molto importanti e cioè, innanzitutto, sulla capacità dell'Uomo di rispondere agli stress e agli stimoli ambientali anche organizzandosi; garantire la salute esce così dell'ambito meramente individuale e diventa sociale. Poi, parlando della "possibilità di esplicare pienamente tale capacità ", si allude al fatto che l’individuo deve effettivamente essere messo nella condizione di gestire la propria salute, e ciò significa che gli devono essere forniti i mezzi, gli strumenti e le conoscenze per poterlo fare, sganciandolo così anche dalla dipendenza passiva dal terapeuta e rendendolo invece personalmente responsabile.
Dai documenti citati si desume in pratica che è ormai patrimonio comune, anche a livello istituzionale ed internazionale, che la salute non dipende soltanto dall’assenza di agenti biologici che casualmente provocano la malattia ma è il risultato di un armonico, naturale e completo sviluppo dell’individuo in ogni aspetto della sua esistenza. Si è finalmente compreso, e l’ O.M.S. lo dice chiaramente, che è soprattutto la prevenzione e non soltanto la cura a posteriori che deve diventare base fondamentale di ogni valido ed efficace programma che benefici un maggiore controllo delle malattie e, quindi, la salute dei cittadini.
In assenza di questo aspetto di prevenzione risulta veramente difficile, per non dire impossibile, credere di poter garantire una buona condizione di salute sociale, limitandosi soltanto a curare la malattia. Senza dimenticare poi che la parola curare, nella sua accezione primitiva, non significa tanto contrastare la malattia, ma assumersi la cura di qualcuno.
In Italia, dove tra l’altro l’articolo 32 della costituzione sancisce la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività , possiamo trovare un buon esempio di disposizione legislativa nella legge n° 833 del 1978 che accoglie i principi dell’O.M.S. e, in fatto di promozione della salute, definita chiaramente fisica e psichica, sottolinea l’importanza della prevenzione come supporto al benessere generale dell’individuo e sostiene inoltre la necessità di formare una "moderna coscienza" di cura della salute sulla base di una adeguata educazione sanitaria del cittadino e della comunità . E' interessante notare, a questo proposito, che circa dallo stesso anno in poi si sono aperte in Italia altre ipotesi per la salute con figure di operatori del benessere professionalmente qualificate.
Questa legge, inoltre, mentre sottolinea la priorità della prevenzione rispetto alla cura della malattia, precisa anche un altro aspetto molto importante e cioè che la cura della salute deve avvenire non solo attraverso l’opera dei medici, che pure resta indispensabile, ma anche di quella di altre figure professionali. Viene riconosciuta dunque a livello legislativo l’importanza del concorso di una pluralità di figure professionali al mantenimento della buona salute dell’individuo, fatto degno di rilievo dal momento che, abbiamo visto, la salute dipende da una molteplicità di fattori che non possono essere ristretti solo ad una competenza di tipo strettamente medico.
Parte B: Premessa sulle tecniche curative mediante l'uso delle mani
Le tecniche curative attraverso l'uso delle mani appartengono alla natura intrinseca dell’uomo e di tutti gli esseri viventi come stimolazione spontanea e naturale. Numerosi testi storici e una vasta bibliografia nel campo della ricerca delle arti manipolatorie spiegano in maniera chiara e inconfutabile la loro capacità di offrire benefici per la salute.
È noto a tutti, infatti, fin dall'antichità , che quello di toccare, accarezzare, premere, sfregare è un istinto primordiale dell’uomo, che si riscontra, d’altra parte, anche in tutto il mondo animale, come stimolo fondamentale al buon funzionamento dell’organismo. Ricerche in questo senso hanno da tempo messo in luce anche la stretta correlazione tra la stimolazione tattile del corpo e il corretto e armonioso sviluppo sia fisico che psicologico del neonato e del bambino, fatto questo già noto fin dall’antichità ai popoli asiatici in genere. Le tecniche a mediazione corporea rappresentano il primo modo, naturale e spontaneo, utilizzato nella cura della salute da tutti i popoli fin dalla preistoria. Queste pratiche sono state presenti in tutte le culture del mondo, nessuna esclusa, come uno dei pilastri della salute stessa.
Fin dai primordi l’Uomo, anche senza conoscere tecnica o strumento alcuno frutto di studi e sapere scientifico, ha sempre avuto naturalmente a disposizione un metodo di cura semplice ed efficace che lo ha accompagnato nella sua evoluzione fisica e nello sviluppo della sua consapevolezza, basato sul naturale interscambio tra la superficie esterna del suo corpo, la pelle, e l’ambiente circostante. È soprattutto attraverso la pelle, e comunque tutto il sistema atto a ricevere gli stimoli esterni, che è stato possibile sviluppare fin d'allora un efficace meccanismo di risposta dell’organismo stesso.
Ciò ha fatto sì che la pelle rappresentasse da sempre il luogo dove questo dialogo naturale si instaura e dove è possibile creare una stimolazione corretta e continua di questo interscambio al fine di favorire la prevenzione di possibili scompensi e ripristinare un corretto equilibrio.
Lo Shiatsu, in quanto precisa e particolare tecnica manuale, si colloca all’interno di questo panorama.
Parte C: Premessa sullo Shiatsu
(Da il "Manifesto" della Federazione Italiana Shiatsu “Lo Shiatsu una grande arte per la salute")
Lo Shiatsu è un’arte autonoma che si fonda su un insieme di modelli in prevalenza appartenenti alle tradizioni cinese e patrimonio giapponese, nasce quindi in un contesto culturale differente da quello occidentale moderno.
Viene particolarmente influenzato da numerosi aspetti del pensiero Taoista.
Lo Shiatsu è rivolto a favorire il libero fluire del QI/KI, principio base unitario di tutti i fenomeni naturali compreso l’essere umano. Il QI/KI si manifesta e viene percepito sia come funzione che come forma. "QI/KI" viene comunemente tradotto in italiano con il termine "energia".
Lo Shiatsu agisce sul corpo del ricevente mediante pressioni perpendicolari, mantenute e costanti portate con la mano, il gomito e il ginocchio. La pressione è agita sulla rete di meridiani, aree e punti che costituiscono la struttura energetica dell’essere umano. La concezione di una struttura energetica dell’essere umano, codificata dalla medicina tradizionale cinese
patrimonio di tutte le tradizioni estremo-orientali, è la radice da cui lo Shiatsu nasce e si sviluppa.
Lo Shiatsu si indirizza ad attività di armonizzazione del QI/KI nell’essere umano unitariamente inteso, concorrendo alla prevenzione di condizioni energetiche disarmoniche od alla trasformazione delle disarmonie già in atto.
Ciò significa creare le condizioni perché l’individuo possa armonizzare la sua natura interna e la sua relazione con l’ambiente esterno.
Lo Shiatsu si occupa delle condizioni di benessere e di disagio dell’essere umano in termini concettuali e relazionali differenti e autonomi da quelli utilizzati dalla cultura medica occidentale di questo secolo, ed è quindi estraneo ai concetti "malattia" e "terapia" come correntemente intesi.
Lo Shiatsu si è diffuso in Europa e negli USA a partire dagli anni ‘70. E’ parte integrante di una realtà culturale specifica che considera la salute non solo come mantenimento delle funzioni vitali, ma come percorso di crescita personale. In Italia è praticato da migliaia di operatori che attraverso il loro lavoro hanno ampiamente dimostrato la sua applicabilità su persone di ogni tipo, senza distinzione di età e condizione.
L’operatore Shiatsu si forma in un iter pluriennale (*) in cui l’acquisizione degli elementi tecnici, teorici e percettivi
è strettamente e costantemente collegata alla pratica.
L’operatore Shiatsu opera secondo sequenze e modalità relative alla particolare struttura e situazione energetica del ricevente, valuta le condizioni del QI/KI e ne facilita il flusso seguendo specifici criteri di riequilibrio energetico.
La formazione professionale dell’operatore Shiatsu è originale e autonoma.
E’ prodotta dalla compresenza di specifici elementi tecnici culturali che sono oggi patrimonio soltanto di quanti fanno ricerca in questo campo e che praticano tale professione.
Parte D: Identità dell'Operatore Shiatsu
1) Considerazioni generali
Le caratteristiche operative del trattamento Shiatsu qui esposte servono a farci capire chi è l’Operatore Shiatsu, quali sono le caratteristiche che deve possedere e come si definisce la sua figura professionale. Sono infatti così particolari il tipo di intervento e di manualità di questo trattamento, il modo di vivere la professione e lo stesso training di apprendimento, che non si limitano soltanto ad aspetti tecnici o teorico-filosofico integrativi dell'individuo, ma coinvolgono sfere più interiori, nonché un atteggiamento di attenzione e profondo rispetto verso l’altro in quanto persona in senso globale.
L’Operatore Shiatsu non offre un trattamento sintomatico, (anche se all'inizio l’aiuto che viene richiesto può essere semplicemente alleviare un disturbo) ma permetterà al ricevente di trovare una strategia che lo sostenga nel processo di consapevolezza delle cause dell’instaurarsi e del manifestarsi dello squilibrio, il quale rappresenta spesso solo la parte più evidente di un disagio più profondo.
Per fare ciò l’operatore Shiatsu, oltre ad utilizzare schemi di miglioramento della salute funzionali al trattamento, si serve anche di una notevole capacità di osservazione e del contatto per compiere un’azione di stimolo strutturalmente rispettosa della soggettività e dell'unicità del ricevente, che tenga conto soprattutto delle sue facoltà di "risposta". La tecnica adoperata, basata su una pressione che ha una sua specifica costanza nel tempo di esecuzione, va misurata sull'ascolto di quanto sta avvenendo e per questo motivo non si perde mai di vista il proprio interlocutore, la "relazione" con lui.
Si tratta di una capacità di intervento, questa, molto particolare che l’Operatore sviluppa e affina con la pratica e costituisce certamente una prerogativa importante del trattamento, ma anche l’obiettivo più impegnativo da raggiungere professionalmente, perché corrisponde proprio alla parte per così dire "artistica" del mestiere che fa risaltare l’identità del professionista, che non è soltanto quella di eseguire un intervento tecnico, ma soprattutto quello di mettere in atto un trattamento che ha tutte le caratteristiche di "Arte per la Salute".
L’Operatore Shiatsu, quindi, deve possedere lo spirito di un ricercatore attento in tutti i sensi e a tutti i livelli, poiché egli dovrà portare avanti, oltre allo studio scolastico vero e proprio, un costante lavoro di approfondimento e di ricerca professionale.
L’Operatore è una persona che di solito ha spontaneamente intrapreso una sua strada di ricerca personale che lo arricchisce e lo stimola a migliorare il rapporto con se stesso, a tutto vantaggio anche del rapporto con l’altro e della qualità del suo trattamento, poiché chi lavora su se stesso per superare le proprie disarmonie è in grado di aiutare meglio gli altri in questo cammino.
L’Operatore Shiatsu possiede infatti una ben precisa specializzazione e un’ineccepibile preparazione anche tecnico professionale che avviene attraverso un approfondito percorso di pratica e di studio almeno triennale, seguito inoltre da un intenso tirocinio.
Data la manualità della disciplina (si tratta soprattutto di un tipo d’apprendimento sostanzialmente pratico, nel quale l’esperienza viva e diretta ha sempre la preminenza) l’acquisizione delle sue modalità non può avvenire attraverso lezioni solo teoriche; la pratica e l’esercizio sono prolungati, intensi e costanti perché, al pari di qualsiasi disciplina che implichi la manualità , la tecnica possa essere pienamente assimilata e l’acquisizione diventi davvero autentica, profonda e radicata.
All’esercizio pratico si affianca anche lo studio teorico che affronta il vasto, complesso e delicato argomento della salute secondo una visione olistica che consideri lo stretto rapporto tra l’Uomo e le leggi di natura e la loro profonda influenza sulla salute e l’equilibrio della vita umana.
L'Operatore Shiatsu pratica una tecnica non verbale che ha una coscienza storica. Lo Shiatsu fonda le sue radici nel pensiero filosofico estremo orientale e in particolare si rifà ad una concezione energetica dell'essere umano codificata dalla Medicina Tradizionale Cinese.
Dal momento però che l’Operatore attraverso la sua pressione va ad agire su un corpo fisico che media il rapporto con la realtà energetica, lo studio della medicina energetica viene opportunamente integrato anche con nozioni di anatomia e fisiologia di tipo occidentale, secondo una visione funzionale specifica.
Date le caratteristiche formative della figura professionale é importante chiarire che la formazione dell’Operatore Shiatsu, come è detto nel "Manifesto", è del tutto autonoma e differente dalle altre previste per la cura dell'individuo in senso medico e paramedico. L'identità dell'Operatore Shiatsu ha proprie radici e si afferma come tale e non come figura alternativa a qualcosa che già esiste. Pertanto l'Operatore Shiatsu non si sostituisce alle tradizionali figure mediche e paramediche, né opera in alternativa a queste, non cura, non effettua diagnosi e non dà prescrizioni secondo i principi e l'accezione della scienza medica occidentale.
2) L' Operatore Shiatsu come Operatore dell'Arte della Salute e della Prevenzione
Come si può capire dal "Manifesto" della nostra Federazione e quanto detto sulla salute e prevenzione dell’Uomo, l’azione dell'operatore Shiatsu coincide in maniera esemplare con i massimi principi enunciati e perseguiti dall’OMS, perché agisce, attraverso una tecnica manuale antichissima, per promuovere il benessere della persona, stimolandola verso un maggiore equilibrio del suo stato di salute. E questo avviene non in modo parziale ed univoco ma prendendo in considerazione nella valutazione ogni aspetto che può avere un’incidenza sulla salute dell’individuo, non limitandosi ad un ambito strettamente fisico ma coinvolgendo con il suo trattamento la "persona" nel senso più ampio del termine.
Prendendo poi in esame l’ultimo elemento inserito nel moderno concetto di salute, ossia l’interazione individuo-ambiente, diciamo che l'operatore Shiatsu, con la sua tecnica unica e particolare, attiva nel ricevente la capacità di adattarsi da un ambiente esterno che risulti essere troppo aggressivo, favorendo una nuova condizione di equilibrio che gli permetta innanzitutto di inserirsi nel suo mondo in modo adeguato, di impiegare nuove strategie e risorse, di bilanciare positivamente gli stimoli esterni ed infine di intervenire nella maniera più idonea e determinante sull’ambiente stesso per renderlo più confacente ai suoi bisogni e alle sue necessità .
Socialmente, un Operatore Shiatsu è colui che, attraverso le tecniche e le teorie specifiche della sua arte, fa da "attivatore" affinché in chi riceve il trattamento venga stimolata una risposta che induca salute e benessere a suo beneficio, al miglioramento della sua risposta nei confronti dell'ambiente e con questo ad una positiva influenza sull'ambiente stesso.
3) L' Operatore Shiatsu come promotore all'educazione dell' Essere e del Benessere
L’Operatore Shiatsu, durante la sua pratica professionale, promuove un’azione educativa di auto responsabilità (che sarà più marcata là dove egli troverà maggiore disponibilità e collaborazione da parte del ricevente stesso), se necessario lavorando in collaborazione con altre figure professionali.
E' possibile dire che, proprio attraverso la promozione di un senso di auto responsabilità , con lo Shiatsu si può arrivare ad una nuova presa di coscienza rispetto agli errori commessi riguardo la propria salute e questo porta spesso il ricevente ad intraprendere una strada di consapevolezza e di gestione del proprio stile di vita fino alla costruzione di un sano equilibrio.
Educare, dal latino "educere", significa "condurre fuori" ossia fare emergere qualcosa di già insito e presente. Concetto dunque importante e di vasta portata sia in campo prettamente scolastico, sia nell'ambito più vasto della crescita a livello profondo dell'individuo dove l'educazione, come fenomeno permanente, diventa un continuo e progressivo processo di maturazione nel quale viene via via facilitato l'emergere di tutte le potenzialità presenti nella persona.
L’operatore, al pari dell’educatore, non è l’artefice del miglioramento della salute ma semplicemente colui che la agevola, predisponendo tutto ciò che necessita al suo verificarsi, con una pressione ferma e sicura che va a stimolare profondamente le forze fisico-energetiche dell’individuo, facilitandone la riattivazione.
L'aspetto educativo che il ricevente trae dallo Shiatsu è implicito e non è un obiettivo diretto proveniente dall'operatore. Lo Shiatsu diventa educativo per il ricevente in quanto l'esperienza produce in lui un ricollegamento con la propria area somatica interna. Lo Shiatsu diventa un modello proposto che il ricevente utilizza per la percezione di se stesso.
Parte D: Deontologia professionale dell'Operatore Shiatsu
(Si legga il Codice Deontologico della FIS)
Parte E: Organizzazione associativa dell'Operatore Shiatsu
Tutti gli operatori che vogliano intraprendere professionalmente la disciplina dello Shiatsu, possono partecipare all'attività associativa della Federazione Italiana Shiatsu, federazione di categoria che rappresenta gli interessi dello Shiatsu e dei professionisti del settore. La FIS e tutte le altre federazioni nazionali nel mondo oggi sono ormai una realtà consolidata in quasi tutti i paesi occidentali.
La maggior parte degli operatori Shiatsu di tutte le nazioni sono infatti organizzati in federazioni di categoria che, fra i loro compiti, hanno la funzione di verificare lo standard di formazione del professionista Shiatsu mediante esami, garantendone la professionalità attraverso momenti di aggiornamento e momenti di incontro e di scambio.
La Federazione Italiana Shiatsu, essendo costantemente impegnata in un attento lavoro di salvaguardia delle caratteristiche essenziali dello Shiatsu trasmesse dalla tradizione, di corretta applicazione delle tecniche e di stesura di norme e codici che regolamentino in modo chiaro l’operato del professionista Shiatsu e rappresenta un valido riferimento per i cittadini e le istituzioni interessati a questa forma di trattamento, assicurando così, a tutti coloro che intendano fruirne in modo adeguato, la certezza di ricevere la più alta qualità delle prestazioni professionali.
La FIS, come le altre associazioni nazionali nel mondo, è costituita soltanto da professionisti Shiatsu, i quali devono essere conoscitori diretti della materia diventando, così, garanti dello Shiatsu dal punto di vista tecnico, etico ed organizzativo, al di fuori di ogni interesse di tipo personale, politico, economico o religioso.
Questa federazione è un'organizzazione democratica e rispettosa della creatività personale di ogni operatore, sempre nell’osservanza dei principi che regolano la pratica dello Shiatsu e le sue caratteristiche imprescindibili.
Essa, inoltre, hanno il preciso compito di garantire la totale autonomia dello Shiatsu rispetto a tutte le altre forme di intervento alle quali non è assimilabile per le sue caratteristiche del tutto particolari.
L'Operatore Shiatsu, attraverso la FIS e le associazioni internazionali ad esse collegate, rivendica alle istituzioni il riconoscimento della propria identità culturale, esistenziale e professionale e chiede l'apertura di un'area nuova della cultura italiana e occidentale che riguardi la cura della salute, la cura di sé stessi, il benessere dei cittadini e dell'intera collettività .
Dal tramonto all’alba, al chiaro di...
GIORNATA DI CHI E’ SENSIBILE AL...